Assistenza Sanitaria alla Milano City Marathon – ECMOteam HSR

MILANO CITY MARATHON 2012: MISSIONE COMPIUTA!

Domenica 15 aprile 2012, Busnago Soccorso Onlus -partner di Europ Assistance- ha organizzato e gestito il servizio di assistenza sanitaria agli oltre 13.000 runners che hanno partecipato alla dodicesima edizione della maratona milanese. A tutela sanitaria degli atleti un’equipe specializzata composta da medici anestesisti-rianimatori, cardiochirurghi, perfusionisti, infermieri di area critica, soccorritori e volontari di protezione civile. Presenti su tutto il percorso automediche, ambulanze di terapia intensiva, ambulanze infermierizzate, ambulanze di soccorso, squadre appiedate, Punti di Primo Intervento con personale sanitario ed un Posto Medico Avanzato di oltre 300mq. approntato in piazza Castello in collaborazione con il Servizio di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale San Raffaele di Milano. L’equipe ECMO dell’IRCCS San Raffaele, ha portato sul territorio, per la prima volta in Italia, le apparecchiature per attuare l’Extracorporeal Life Support nella gestione dell’Arresto Cardiaco Refrattario. Sotto una pioggia incessante ed una temperatura prossima ai 10°C, le prestazioni erogate dal Sistema di Soccorso approntato da Busnago Soccorso Onlus sono state oltre 85. Cinquanta atleti hanno ricevuto assistenza sanitaria presso il PMA per esaurimento fisico, principio di assideramento, sindrome coronarica acuta e sindrome metabolica.

Per gestire nelle migliori condizioni le potenziali esigenze sanitarie dei 13.009 atleti, si sono impiegate le seguenti risorse:

  • 11 medici (tra anestesisti-rianimatori, cardiochirurghi e medici di emergenza territoriale)
  • 17 infermieri di area critica
  • 1 perfusionista
  • 60 soccorritori
  • 16 operatori del soccorso tecnico-logistico
  • 3 coordinatori
  • 2 automediche di soccorso avanzato
  • 2 ambulanze medicalizzate (da terapia intensiva)
  • 6 ambulanze infermierizzate con DAE a bordo
  • 3 ambulanze di soccorso di base con DAE a bordo
  • 1 veicolo ad uso speciale adibito al servizio scopa
  • 1 veicolo leggero veloce per il monitoraggio delle prestazioni
  • 1 tender per il trasporto di provette ed esami ematochimici
  • 6 automezzi di supporto logistico
  • 8 squadre appiedate
  • 5 barelle motorizzate a protezione dell’arrivo
  • 3 sedie portantine a protezione dell’arrivo
  • 1 Posto Medico Avanzato così composto:
  • 1 tenda ECMO/contropulsati da 1+1 posti letto
  • 1 tenda codici giallo/rossi da 6 posti letto intensivi
  • 1 tenda codici bianco/verdi da 12 posti letto a bassa assistenzialità
  • 1 tenda attesa da 20 posti a sedere
  • 1 tenda triage e laboratorio analisi
  • 1 posto comando mobile
  • 2 Punti di Primo Intervento da 2 posti letto e personale sanitario (in prossimità dei cambi Relay Marathon al Km. 10 e Km. 20)
  • 1 Punto di Primo Intervento da 8 posti letto e personale sanitario al Km. 30
  • 2 contropulsatori
  • 15 monitor defibrillatori
  • 2 monitor multiparametrici
  • 1 monitor BIS
  • 8 defibrillatori semiautomatici
  • 8 ventilatori polmonari
  • 15 pompe siringa
  • 1 ecografo
  • 2emogasanalizzatori

oltre alle infrastrutture ed agli automezzi di servizio della Protezione Civile del Comune di Monza.

Complessivamente sono stati somministrati 72Lt. di cristalloidi (su 150Lt. a disposizione); sono stati eseguiti 32 incannulamenti di vena periferica, 6 prelievi arteriosi, 12 emogasanalisi sul posto, 9 pannelli ematochimi d’urgenza (funzionalità epatica e renale, markers di necrosi miocardica e miolisi, quadro elettrolitico, emocromo con formula leucocitaria, coagulazione). Per il riscaldamento attivo dei pazienti in ipotermia grave si sono utilizzate le nuove coperte autoriscaldanti “Ready Heat”.

Non avremmo potuto erogare un’assistenza medica così speciale ed efficace senza la collaborazione di:

  • Croce Verde Castelnovo ne’ Monti (RE)
  • Croce Verde Castelnovo ne’ Monti (RE) sez. di Vetto
  • Protezione Civile del Comune di Monza (MB)
  • Croce d’Oro Milano
  • Croce Verde Baggio di Milano
  • Laboratorio Analisi dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano
  • Rianimazione Cardiovascolare dell’Ospedale San Raffaele di Milano

Approfondimenti disponibili:

Documenti riservati:

 

Extracorporeal Life Support: prima esperienza italiana alla Barclays Milano City Marathon 2012

Non solo sport allecmo_team_hsr‘edizione 2012 di Barclays Milano City Marathon, ma anche innovazione in medicina. Le risorse impiegate per la gestione sanitaria della manifestazione sono messe a disposizione da Europ Assistance, società leader in Italia nell’assistenza privata e sponsor unico della Relay Marathon, che per il terzo anno consecutivo ha scelto Busnago Soccorso Onlus per la gestione ed il coordinamento operativo dei mezzi e delle risorse impiegate. Di particolare rilievo le dotazioni tecnologiche presenti quest’anno: tutti i Pazienti hanno potuto essere visitati ed inquadrati dal punto di vista clinico grazie alla disponibilità di ecografi, apparecchiature per esami ematici ed apparati di telemedicina, che hanno consentito il continuo scambio di informazioni tra i soccorritori presenti sul territorio e la cittadella sanitaria approntata in piazza Castello. La vera novità di questa edizione, dal punto di vista sanitario, è stata l’installazione di due macchine per il supporto extracorporeo resa possibile grazie alla collaborazione tra Busnago Soccorso e l’equipe diretta dal Prof. Alberto Zangrillo, Primario di Anestesia e Rianimazione presso l’IRCCS San Raffaele di Milano.

Perché l’Exracorporeal Life Support al PMA di Busnago Soccorso?

L’Extracorporeal Cardiac Life Support rappresenta una delle applicazioni dell’ormai sempre più diffusa metodica ECMO (Extracorporeal Membrane Oxygenation), resa famosa anche ai non sanitari per l’estesa visibilità che i media le hanno riservato durante le recenti pandemie da virus AH1N1. Grazie all’ECMO, infatti, è possibile sostituire per lungo tempo (anche per decine di giorni), la funzione di cuore e polmoni, a seconda delle necessità cliniche. Per utilizzare l’ECMO con la finalità di mantenere una pressione sanguigna sufficiente a irrorare il cervello e gli altri organi del corpo, i sanitari incannulano una grossa arteria (solitamente l’arteria femorale) e la vena controlaterale. Il sangue viene quindi pompato artificialmente e fatto passare attraverso una membrana a sua volta perfusa da ossigeno, con conseguente rimozione dell’anidride carbonica ed ossigenazione dello stesso. Grazie alla pressione realizzata dalla pompa, il sangue ossigenato raggiunge il cervello e gli altri organi, assicurando il corretto rifornimento di ossigeno e sostanze nutrienti. Per quanto salvavita, la metodica non è tuttavia scevra da rischi ed importanti effetti collaterali. Non esistono però alla data attuale, linee guida elaborate da esperti nel settore che sostengano l’utilizzo routinario di questa tecnica in corso di arresto cardiocircolatorio, benché i risultati di alcuni importanti centri sembrino confermare l’efficacia del trattamento. Proprio in questi giorni, la morte del calciatore Piermario Morosini riporta prepotentemente alla ribalta il tema di una corretta rianimazione cardiopolmonare in contesti particolari, come ad esempio durante la pratica sportiva. Proprio in queste situazioni, infatti, molti sanitari hanno evidenziato come difficilmente gli atleti colpiti da arresto cardiaco stentino a rispondere positivamente alle tradizionali manovre rianimatorie. Al di là del perché atleti giovani, sani e sottoposti ad accurati controlli medici vadano in contro a morte cardiaca improvvisa, va rilevata la particolare condizione che caratterizza l’atleta in arresto cardiocircolatorio dopo o durante intensa attività fisica: si tratta infatti di un organismo che ha dato fondo alle proprie riserve fino a pochi istanti prima dell’accidente, e che affronta la completa mancanza di ossigeno ad organi e tessuti senza più energia. Questo sembrerebbe spiegare, si ripete, al di là della causa dell’arresto cardiaco, il perché tali pazienti rispondono in maniera insoddisfacente alle manovre rianimatorie tradizionali. La corretta applicazione delle manovre rianimatorie di base, note anche come Basic Life Support & Defibrillation (BLS-D), rappresentano il cardine fondamentale ed irrinunciabile per iniziare il trattamento dell’arresto cardiaco, seguite tempestivamente dall’esecuzione di manovre di supporto vitale avanzato meglio note come Advanced Life Support (ALS), svolte da personale medico ed infermieristico. Nei casi più complessi e quando il trattamento standard fallisce, il precoce ricorso all’Extracorporeal Cardiac Life Support (ECLS) può rappresentare una ulteriore chance terapeutica. Sulla revisione delle letteratura e sulla base dell’esperienza ad oggi maturata da Busnago Soccorso Onlus nella gestione di grandi eventi, abbiamo deciso di coinvolgere l’Equipe ECMO dell’IRCCS San Raffaele di Milano (coordinata dal Prof. Alberto Zangrillo e dal Prof. Federico Pappalardo) così da disporre di apparecchiature e personale necessari all’istituzione della terapia sul territorio. Questo, per rendere ancora più sicuro l’evento a cui hanno partecipato oltre 13.000 atleti e che nella precedente edizione aveva registrato due codici rossi: un paziente in arresto cardiaco ed un paziente in arresto respiratorio e grave colpo di calore.

Approfondimenti disponibili:

 

 

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